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Associazioni in collaborazione con la Proloco

Testimonianze Storiche

    Lamina del tempio volsco

    Gli Etruschi

    Dal 17 marzo al 4 giugno 1910, uno scavo presso l’area della chiesa delle SS. Stimma-te di San Francesco portò alla luce i resti di un tempio arcaico con struttura architetto-nica di tipo etrusco – italico, alcune favisse contenenti oggetti ceramici e lastre fram-mentarie di rivestimento, note con il nome di “terrecotte volsche”, e un fitto strato di vasellame italico mescolato a qualche vaso greco. In tutta l’area, inoltre, fu rinvenuto abbondante materiale ceramico frammentario, riferibile a varie fasi dell’età del ferro (I e III periodo laziale) 

    I Volsci

    Dei Volsci ci rimane solo una lamina in bronzo del IV sec. a.C. , rinvenuta nel 1784, in uno scavo sotto la chiesa delle Stimmate, (in quest’area sorgeva il cosiddetto “Tempio Volsco”) con un’iscrizione di quattro righe. Si tratta di una legge sacra che contiene il nome della dea Daclona, una divinità qui citata per l’unica volta. E dei due magistrati che l’hanno emanata Egnatus Cossultius figlio di Seppius, e Marcus Tafanius figlio di Gaius. La lamina è conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e costituisce una testimonianza di grande interesse per lo studio della lingua volsca.
    Tra le testimonianze della presenza di antiche culture nella zona, va ricordata la scoperta nel 1797, presso contrada Troncavia, fra ruderi romani della colossale statua di Athena Pallade, databile alla metà del II secolo a.C . grazie al buono stato di conservazione dei 59 frammenti rinvenuti, è stato possibile restaurare la statua. La scoperta destò l'ammirazione di tutto il mondo artistico ed archeologico di quei tempi ed il Governo francese, che allora dominava, se ne impossessò, pagando una irrisoria somma allo scopritore (12.000 scudi). Lo splendido capolavoro greco fu così trasportato in Francia ove si ammira col nome di Pallade Veliterna.

    I Romani

    Velletri, nel 338 a. C. alla fine di una guerra che Livio definì “eterna” e Cicerone “gravissima”, veniva conquistata dai romani, finì così il regno dei Volsci con il leggendario re Metabo e sua figlia Camilla. Essa divenne tuttavia, prima una colonia e poi il più apprezzato Municipium Romanum. Velletri concorse con valore alle vittorie su Pirro e Annibale

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