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Associazioni in collaborazione con la Proloco

Luoghi di culto

    San Clemente

    Sono sette le parrocchie della città di Velletri. La Basilica di San Clemente è il più importante monumento ecclesiastico di Velletri. Dopo essere stata un tempio dedicato a Marte, dio della guerra, nel IV sec d. C, ai tempi dell’Imperatore Costantino venne trasformata e adibita al culto cristiano.
    E’ dedicata a San Clemente. Dopo San Giovanni in Laterano, San Clemente è la più importante chiesa del mondo cattolico perché il suo Vescovo è il Cardinale del Sacro Collegio, cioè la più alta autorità gerarchica dopo il Papa. Originariamente in stile gotico, nel 1662 venne completamente ristrutturata. La facciata è ornata da un portale, opera di Traiano di Palestrina, costruito agli inizi del ‘500. La prima descrizione della Cattedrale l’abbiamo negli atti della sacra Visita del 1595.

    L’antica chiesa era di forma gotica a tre navate, le arcate acute della navata di mezzo venivano sorrette da 22 colonne di marmo, che probabilmente erano le stesse dell’antico tempio. Nel 1662 furono sostituite con i pilastri.
    Sono conservate molte opere pittoriche soprattutto del XVI secolo, mentre sono rimasti pochi frammenti degli affreschi medioevali che la decoravano. Il fonte battesimale è composto da un sarcofago di epoca romana, rinvenuto, secondo il Borgia, nel territorio di Velletri, in località San Pietro. Interessante è an-che la cripta romanica con il riutilizzo di colonne romane ed affreschi del XIII e XIV secolo. Questa pic-cola chiesa fu costruita nel XIII per ospitare le reliquie dei santi Ponzano ed Eleuterio. All’interno della cattedrale è situata la cappella della Madonna delle Grazie, realizzata nel 1630 circa, da sempre vi si ve-nera la miracolosa immagine,dipinta su una tavola di noce. della Madonna delle Grazie, protettrice della città di Velletri.
    Sono conservati un’edicola cosmatesca del 1200, una Madonna delle Grazie della stessa epoca e una Madonna col Bambino del 1486 di Antoniazzo Romano.
    Dal 2002, le spoglie del cardinale Stefano Borgia, traslate da Lione, riposano nella cappella della Visitazione, anticamente appartenuta alla famiglia Borgia e oggi dedicata a San Vincenzo De’ Paoli.


    Chiesa di Sant’Antonio Abate

    Situata nell’area in cui sorgeva il Tempio volsco dedicato a Marte, dove è stata rinvenuta la famosa “lamina”, la chiesa di Sant’Antonio Abate risale al XIV secolo. Le prime notizie risalgono al 1463. Presenta una facciata a cortina a blocchi squadrati di selce, in pietra lavica, prima doveva esserci un notevole rosone, il cornicione di marmo, finestre gotiche lunghe e strettissime (murate nel 1737 per poggiarvi l’organo),il portale formato da architravi decorati di epoca romana, (età imperiale) sormontato da un gran lunare a traforo e un chiostro. Sul retro si erge il campanile con bifore. Per costruire i due altari laterali furono imbiancate le pitture con la vita del Santo. L´altare maggiore fu rifatto con stucchi che causarono la perdita di antichi affreschi. Ancora verso i primi del novecento la facciata in selce venne intonacata. Merita menzione all´interno la bella statua del Santo,la gloria di S.Antonio e la bella Madon-na di Costantinopoli.
    Dal 1644 si festeggia il 17 gennaio S. Antonio Abate (patrono degli animali). La domenica successiva è usanza la “corsa all’anello”. In questa circostanza viene assegnato lo “Stendardo di Sant’Antonio” attraverso un’asta pubblica, che verrà custodito per un anno.


    Chiesa dei Santi Pietro e Bartolomeo

    Risalente al XII secolo. Il primo documento di cui abbiamo traccia è una pergamena del 16 febbraio 1383. Sede dal 1401 della Confraternita del Gonfalone. Fu parrocchia fino al 1583 quando, su richiesta del parroco, il papa Gregorio XIII ne autorizzò la soppressione e l’affidamento ai Padri della Dottrina Cristiana di Roma. All’interno è visibile un dipinto raffigurante una Madonna con Bambino, S. Pietro, S. Giuseppe.


    Santa Maria (o Tempietto) del Sangue

    La Chiesa del Sangue è l’unico edificio monumentale risalente al periodo rinascimentale, in stile bramantesco. Di forma ottagonale, con pilastrini, base e cornici in peperino, presenta otto finestrine ovali, termina con un cupolino. Fu costruita, nel 1524 per volontà popolare dopo che il 6 giugno 1516 un’immagine della Madonna di un’edicola delle vicinanze lacrimò sangue. I lavori andarono a rilento, a causa delle ripercussioni nella nostra città del Sacco di Roma, avvenuto nel 1527 e per un violento terremoto che nel 1533 causò gravi danni agli edifici. Nel 1578 i lavori furono terminati e la Chiesa venne inaugurata nel giorno dei SS. Innocenti. Prima dell’ultima guerra sopra l’ingresso della Chiesa si trovava “l’ Horologium Berosianum”, un’antica e rara meridiana donata dal Cardinale Stefano Borgia. Nel restauro del 1954 il tempietto è stato riportato all’aspetto originario con l’eliminazione delle finestre rettangolari, la riapertura di quelle tonde sopra la pensilina e l’abbassamento del tetto.


    San Michele Arcangelo

    Costruita sulle fondamenta di una chiesa del XI secolo ( S. Angelo in Castello), fu ricostruita da Giusep-pe Andreoli e completata da Pacifico di Tucci nel 1884. Davanti all’ingresso era presente un’inferriata che venne donata alla Patria nel 1941 ed utilizzata per gli armamenti necessari alla guerra appena iniziata. All’interno presenta una “Sacra Famiglia con S. Anna; in sagrestia si può ammirare un S. Michele Arcangelo che scaccia il demonio del 1702. Interessante il dipinto “Cristo coronato di spine” del 1800.


    Chiesa di San Lorenzo

    La prima notizia storica risale al 1065. Il 25 luglio 1460 la chiesa fu concessa ai Minori Osservanti e con il ricavato dalla vendita dei beni della parrocchia i frati iniziarono la costruzione del convento adiacente che fu appoggiato al lato sinistro della chiesa per avere comunicazione con la chiesa. La chiesa ospita le sepolture delle famiglie più abbienti della città.
    Sulla parte sinistra della chiesa si vedono tre grandi altari, il primo è dedicato ai Santi Patroni d’ Italia con una tela rappresentante l’ Italia tra i Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena. Il secondo altare è dedicato al Sacro Cuore di Gesù dove si trova una statua donata alla Chiesa da una certa signora Bombardieri. Sotto l’altare vi sono le reliquie di San. Severino Martire donate alla Chiesa dal Cardinale Stefano Borgia. Il terzo è dedicato a S. Antonio da Padova con una statua del Santo a grandezza natu-rale molto venerata dal popolo di Velletri. L’altare maggiore è costruito con marmi preziosi policromi del XV secolo. Frontalmente presenta un’unica lastra di marmo africano nero ad intarsio con motivi floreali in verde antico giallo e albastro. Un medaglione centrale pure in africano nero iscritto in una cornice in marmo bianco,pone in rilievo le lettere I.H.S eseguite ad intarsio di madreperla. Pregevole è la tela del martirio di San Lorenzo databile al XVII secolo attribuita a scuola romana. Sul lato destra si aprono due arcate costituenti due ampie cappelle rispettivamente dedicate a S. Anna e a S. Francesco.Nella prima si venera una bella immagine della Madre della Vergine proveniente da S. Antonio Abate. Nella seconda campeggia su un prezioso altare realizzato con vari marmi provenienti da una grande aerea funeraria romana una bella statua del poverello voluta dal locale terz’ordine. Chiude la visita alla Chiesa uno splendido crocefisso ligneo opera di ignoti.


    Chiesa di San Salvatore

    Risalente all’XI secolo, tra le più antiche di Velletri. E’ stata ricostruita nel 1860, dopo la guerra è stata ulteriormente ristrutturata. Il campanile, in laterizi, è stato ricostruito ex novo per interessamento del Cardinale Micara.


    Chiesa di San Martino

    La chiesa dedicata a San Martino vescovo di Tours risale al 1065, come risulta dalla Bolla di Alessandro II, e nel 1616 ai tempi di Paolo V venne affidata ai padri Somaschi. In origine era in stile gotico con por-tico esterno e un bel campanile, con “l’orologio pubblico” poi nel 1744, poiché troppo danneggiata dal tempo e dalla guerra Napoli – Ispanico – tedesca, i Somaschi la fecero ricostruire di sana pianta.
    Nella chiesa è conservata dal 1817 l’immagine della Madonna con Bambino proveniente dal distrutto monastero di santa Maria dell’Orto. Nella sacrestia si conserva una Sacra Famiglia del XV sec., conosciuta come Madonna della Portella. Altre opere conservate sono : l’Angelo Custode,una tela di Achille Leonardi, il quadro di San Giuseppe, tela di Aurelio Mariani , del 1937. Della Parrocchia di San Martino fa parte la chiesa di S. Apollonia Vergine e Martire, costruita nel 1631 dai frati del Terz’rdine di San Francesco poi ceduta nel 1815 alla Confraternita della Carità, Morte e Adorazione; in essa si venera l’immagine della Madonna della Carità, attribuita ad Antoniazzo Romano.


    Chiesa di Sant’Apollonia

    Situata nel centro storico di Velletri è una meraviglia del Barocco. Esternamente semplice e povera di decorazione ben si accorda con la regola di povertà dell’ordine francescano per cui venne eretta. Notizie di questa chiesa risalgono al XVII secolo, quando venne eretta dai frati del Terzo Ordine di San France-sco. La chiesa venne benedetta e consacrata il 15 agosto 1633 dal vescovo Giuliano Viviani suffraganeo del cardinale Domenico Ginnasi vescovo di Ostia e Velletri dal 1630 al 1639. I padri, prima di prendere possesso della nuova chiesa, ricevettero in dono dal loro generale P. Ludovico Ciotti una bellissima im-magine della Madonna con il Bambino che venne tolta dalla basilica romana dei SS. Cosma e Damiano. Essa venne posta sul terzo altare a destra di chi entra e venerata con il bellissimo titolo di Madonna della Vita. Si tratta dell’unica opera rimasta del periodo romano del grande maestro marchigiano Gentile da Fabriano. Nel 1913 per preservarla da eventuali furti venne portata nell’aula capitolare ed oggi esposta nelle sale del museo diocesano. Sull’altare maggiore è visibile “Madonna della Carità” di Antoniazzo Romano, commissionata nel 1491, è ricoperta da una veste d’argento, che lascia scoperti i volti della Vergine e del Bambino. L’interno a navata, con altari laterali, è rivestito da una decorazione in stucco di Paolo Naldini. La chiesa presenta sette altari che nel corso dei secoli hanno più volte mutato dedicazione.


    Chiesa di Santa Maria del Trivio

    Proseguendo per il Corso della Repubblica, si giunge a Piazza Cairoli dove c’è la chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo, detta Santa Maria del Trivio, perché qui, vi confluivano tre strade. Dai documenti conservati nell’archivio notarile si sa che nel 1444 essa era retta dall’ arciprete Giovanni De Grecis; nel 1622 essendo il vecchio edificio quasi fatiscente sia per gli anni, sia a causa di un fulmine che si era abbattu-to, venne incaricato l'architetto Carlo Maderno di demolire quanto restava e di progettare una nuova chiesa a croce latina con cupola centrale, cappelle laterali e una sontuosa facciata. Fu completata solo nel 1759 dall’architetto Carlo Murena, allievo del Vanvitelli. In questa chiesa si possono ammirare nume-rose opere d’arte: l’Assunzione della Vergine di Giovanni Sorbi; Sant’Antonio da Padova, San Domenico, San Giovanni Battista di Sebastiano Conca. Un’opera in marmo del Seicento si trova nella parte bassa della Torre del Trivio, chiamata la Madonna Addolorata, detta comunemente la Madonna dei Carciofi, dai nove capolini di carciofi che decorano il capitello su cui erge l’immagine. L’edicola è stata recente-mente restaurata su iniziativa del prof. Giovanni Ponzo, da Alessandra Petrignani.


    Chiesa di Santa Lucia

    Consacrata nel 1032 dal vescovo veliterno Leone II, è uno dei più antichi edifici sacri veliterni. Fu com-pletamente restaurata verso il 1850. La chiesa presenta una facciata con timpano triangolare, un porta-le con architrave e un sovrastante oculo ovale.
    L’interno a navata presenta altari dedicati a S. Rita, (notevole il dipinto di Aurelio Mariani del 1900), e ai Santi Vincenzo De Paoli e Vincenzo Ferreri.


    Chiesa del SS.mo Crocefisso

    Si trova fuori da Porta Napoletana, era la Cappella dove prima sorgeva il Monastero di S. Maria dell’Orto, qui avevano sede le suore Benedettine, già nel 1127. Nel 1443 le suore lasciarono S.Maria dell´Orto perché erano continuamente sottoposte ad insulti e ves-sazioni da parte dei soldati che in quei tempi transitavano per il nostro territorio. Le suore si trasferirono in cittá vicino alla Chiesa di S.Pietro. Nel convento si stabilirono gli Agostiniani di Lombardia. Nel 1810 i religiosi lasciarono il Convento a causa dellesoppressioni francesi. Nel 1822 dicono le scritture di archivio che il complesso era fatiscente ed in completo abbandono. Della chiesa rimase intatta una sola cappella con l´affresco della Crocefissione(oggi nel Museo Diocesano).

    Nel 1851 alcuni privati benefattori costruirono in appendice alla piccola cappella una chiesa dedicandola al Crocefisso ancora esistente.

     

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